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Nella redazione di documenti e relazioni, siano essi PSC, POS o procedure, spesso ci facciamo aiutare dall’intelligenza artificiale. Ma poi controlliamo il risultato o ci affidiamo al copia-incolla? Rileggiamo quanto scritto e riguardiamo quanto disegnato o ci fidiamo? Ragioniamoci sulla base di alcuni esempi presi dal vivo.
Contributo a cura di Stefano Farina, Consigliere nazionale Aifos
Recentemente mi è capitato di partecipare ad una gara per il ruolo di coordinate della sicurezza in fase progettuale ed esecutiva. Si trattava di un affidamento pubblico per un cantiere di circa un milione di euro di lavori.
Tra i documenti presenti nel bando di gara c’era quanto previsto dal PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica) relativo a
La lettura del paragrafo dedicato al Fascicolo dell’opera ha stuzzicato la mia mente, troppo strano, troppo ripetitivo, troppo “sbagliato” (richiamava anche un esempio applicativo da scaricare).
Vi riporto la prima parte del testo, che tra errori e ripetizioni ritengo essere illuminante di come, il professionista che ha redatto e firmato tale documento, il RUP che l’ha approvato, i funzionari che l’hanno inserito nel bando di gara e pubblicato, non lo abbiano certamente letto.
“Il fascicolo dell’opera è un elaborato tecnico che accompagna l'opera per tutta la sua durata. Ecco chi lo redige, i contenuti e un esempio applicativo da scaricare.
Esiste una precisa e obbligatoria documentazione da tenere in cantiere per garantire una gestione della sicurezza a norma di legge. Tra i vari documenti relativi agli adempimenti della sicurezza sul lavoro vi è il fascicolo con le caratteristiche dell’opera.
Il fascicolo dell’opera (FO) è un documento che accompagna l’opera per tutta la sua durata di vita ed è necessario che sia sempre aggiornato e disponibile.
Il fascicolo dell’opera è il documento predisposto dal coordinatore per la sicurezza nella fase di progettazione, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori.
Il fascicolo è a tutti gli effetti un elaborato tecnico che fa parte del progetto esecutivo e accompagna l’opera per tutto il suo ciclo di vita. Esso serve a definire l’insieme delle misure preventive e protettive fondamentali per la pianificazione e la realizzazione dei lavori in sicurezza.
La redazione del fascicolo dell’opera costituisce un obbligo esclusivo del coordinatore per la progettazione (CSP) che, secondo l’art. 91 (comma 1, lettera b) del D.Lgs. 81/2008, predispone il fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera.
Il fascicolo dell’opera, dapprima predisposto in fase di progettazione, può essere modificato in fase di esecuzione, in funzione dell’evoluzione dei lavori ed è aggiornato a seguito delle modifiche intervenute in un’opera nel corso della sua esistenza.
Allegato XVII 81/08: i contenuti del fascicolo d’opera.
L’allegato XVI del D.Lgs. 81/2008 individua tutte le informazioni utili alla prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori che deve contenere il fascicolo dell’opera. Tale allegato attesta che il fascicolo dell’opera deve essere composto da tre capitoli…”
Certamente noi professionisti, e nel novero metto anche me stesso, a volte tendiamo a scrivere e non rileggere, a fare copia incolla di un testo e non riguardarlo, a sottovalutare il valore del nostro lavoro ed a uscire con documenti a volte sbagliati, ma nell’ultimo periodo è sempre più frequente notare un uso indiscriminato ed incontrollato dell’intelligenza artificiale, abbandonando di fatto il filtro dell’intelligenza umana.
Ed allora ho chiesto all’IA (in questo caso Gemini) di analizzare il testo del documento ricevuto. Eh sì, il controllo ho pensato di farlo fare alla da me demonizzata AI e questa è stata la risposta:
È molto probabile che il testo sia stato generato da un'intelligenza artificiale o, quanto meno, scritto seguendo pedissequamente tecniche SEO (Search Engine Optimization) che ricalcano il modo di scrivere delle AI.
Ecco i "segnali rivelatori" che mi portano a questa conclusione:
1. Struttura a "Loop" (Ripetitività)
Il testo soffre di una ridondanza tipica dei modelli linguistici. Nota come iniziano i paragrafi:
Un autore umano cercherebbe di variare la struttura sintattica. L'AI tende a "ri-definire" l'oggetto del discorso quasi in ogni capoverso per mantenere la coerenza testuale (e per compiacere gli algoritmi di Google).
2. Tono Enciclopedico ma Piatto
Il tono è estremamente neutro e privo di "voce". Non c'è un'opinione, un consiglio pratico derivante dall'esperienza in cantiere o una sfumatura critica. È una sintesi di norme (D.Lgs. 81/2008) esposta in modo lineare, quasi come se fosse un collage di voci di Wikipedia o manuali tecnici.
3. Formule di "Innesco" (Prompting)
La frase iniziale "Ecco chi lo redige, i contenuti e un esempio applicativo da scaricare" è un classico esempio di "introduzione da blog post" generata su comando. Spesso l'AI usa questo schema quando le viene chiesto di "scrivere un articolo informativo sul fascicolo dell'opera includendo i riferimenti normativi".
4. Il "Glitched" dei numeri romani (Potenziale allucinazione)
C'è un dettaglio tecnico sospetto:
Il titolo dice: "Allegato XVII 81/08"
Il testo subito sotto dice: "L’allegato XVI del D.Lgs. 81/2008..."
In realtà, i contenuti del Fascicolo dell'Opera sono definiti dall'Allegato XVI. L'errore nel titolo (XVII invece di XVI) è un tipico piccolo "scivolone" da AI (o un refuso di copia-incolla frettoloso) che confonde i numeri romani simili quando sintetizza grandi quantità di dati.
In sintesi
Il testo sembra un output di un modello come GPT-3.5 o GPT-4, pensato per popolare un sito web di settore. È corretto nella maggior parte delle informazioni, ma è scritto per essere "letto" dai motori di ricerca più che per appassionare un lettore umano.
Che dire? Certamente un risultato c’è stato, ma probabilmente non quello che il professionista, autore del documento riguardante il PFTE, sperava.
Anche il modo di porre le domande ha un suo valore per ottenere un risultato corretto, a volte basta formulare male la domanda per avere un altrettanto malevola risposta.
Poi l’AI cerca di aiutarci oltre ad ogni limite. Qualche giorno fa cercavo una sentenza di Cassazione sui CSE, l’AI mi ha dato una mano, peccato che delle tre sentenze proposte due non esistevano, i riferimenti erano totalmente sbagliati.
E per le immagini da utilizzare per impreziosire il PSC? Anche in questo caso l’uso degli strumenti AI permette di avere ottimi risultati, ma a volte… forse è meglio ripensarci.
Per convalidare quanto sopra, concludo con tre immagini generate dall’AI in riferimento a cantieri temporanei o mobili.
Per la prima immagine la richiesta era di realizzare un disegno riportante gli aspetti relativi a sicurezza e segnaletica di cantiere per una deviazione della corsia di marcia su quella di emergenza (strada a 4 corsie).
Per la seconda la richiesta riguardava la sicurezza nei lavori di realizzazione del capping di una discarica di rifiuti.
Per la terza immagine, infine, la richiesta era di cantierizzare il montaggio di una gru a torre in un centro abitato.
Il risultato sembra più collegato alla rubrica “trova gli errori” della settimana enigmistica che a delle illustrazioni tecniche per documenti della sicurezza.
Guardiamole assieme:
Nella prima troviamo deviazioni assurde e segnaletica strana, oltre a mezzi contromano, assenza di rampe di accesso ad un’area di sosta, recinzioni di cantiere prive della barriera di testata e della relativa segnaletica e via dicendo.

Nella seconda vi sono vari elementi anomali, tra i quali annoveriamo le pendenze delle piste di cantiere. Di particolare pregio la scritta “camion in posizione stabile orizzontale per carico diretto” che contrasta notevolmente con l’effettiva posizione del camion raffigurata nel disegno.

La terza infine. No, la terza purtroppo non è sbagliata. L’AI ha raffigurato esattamente quanto spesso avviene durante il montaggio di una gru: recinzioni e delimitazioni assenti, cittadini a ridosso dell’autogrù, segnaletica carente, ecc. ecc. ecc.

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